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Disputationes de Controversiis
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Le mwbqmwbgDisputationes (titolo completo: mwbwmwcaDisputationes de Controversiis Christianae Fidei adversus hujus temporis haereticos, note anche con il titolo mwcqmwcgDe Controversiis) sono un'opera di mwcwteologia dogmatica di mwdaRoberto Bellarmino. L'opera è considerata "la più completa difesa del potere papale".cite-ref-thcb-1-0[1] Dopo la pubblicazione delle mweqDisputationes Bellarmino fu considerato il massimo mwegapologeta della dottrina cattolica del mwewprimato pontificio.cite-ref-2[2] mwgaIgnaz von Döllinger definì l’opera “la più completa difesa della fede cattolica, specialmente contro le aggressioni dei protestanti, che sia apparsa fino ai nostri giorni (cioè al mwgqConcilio Vaticano I) e per la sua erudizione e cortesia ha guadagnato al suo autore una fama imperitura”.cite-ref-3[3]

Contents

Storia
Note

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Storia

Bellarmino scrisse le mwiqDisputationes mentre teneva lezioni al mwigCollegio Romano. L'opera fu pubblicata per la prima volta a mwiwIngolstadt in tre volumi (1581, 1582, 1593).cite-ref-thcb-1-1[1] La prima edizione completa, riveduta dall'autore, fu pubblicata a mwkaVenezia in quattro volumi mwkqin-folio nel 1596.cite-ref-y-4-0[4] In seguito ne furono pubblicate molte altre edizioni. Pregevoli soprattutto quella di mwlgParigi del 1608, quella di mwlwPraga del 1721 e quella di mwmaRoma del 1832. Le mwmqDisputationes, il primo tentativo di sistematizzare le varie controversie teologiche del tempo, ebbero un immenso successo in tutta Europa. La forza delle argomentazioni di Bellarmino contro il protestantesimo fu avvertita a tal punto che in Germania e Inghilterra vennero fondate cattedre universitarie speciali per rispondere all'opera.cite-ref-cc-5-0[5] Numerosi protestanti presero la penna per cercare di confutare Bellarmino, e il mwngteologo mwnwcalvinista mwoaFranciscus Junius dichiarò: "Non credo che il solo Bellarmino parli in queste pagine. È l'intera falange dei gesuiti, l'intera loro legione radunata per distruggerci."cite-ref-6[6] Durante il regno di mwpqElisabetta I in Inghilterra, il possesso dell'opera era punibile con la morte, anche se un libraio londinese sosteneva di aver guadagnato di più vendendo l'opera "di quel gesuita piuttosto che tutti gli altri libri."cite-ref-7[7] L'impatto delle mwqgDisputationes fu tale che nel giro di un secolo furono scritti quasi 200 tentativi di confutazione. mwqwTeodoro di Beza,cite-ref-thcb516-8-0[8] mwsaWilliam Amescite-ref-9[9] e mwtqJohn Rainoldscite-ref-thcb516-8-1[8] furono tra coloro che scrissero trattati in risposta all'opera di Bellarmino. mwugThomas Hobbes dedicò metà del XLII capitolo (il più lungo dell’opera) del mwuwmwvaLeviatano alla confutazione dell’opera del gesuita, che egli definiva «the Champion of Papacy».cite-ref-10[10]cite-ref-thcb-1-2[1]

Il primo volume tratta della mwxgParola di Dio, di mwxwCristo e del mwyapapa; il secondo dell'autorità dei mwyqconcili ecumenici e della Chiesa militante, sofferente e trionfante; il terzo dei mwygsacramenti; e il quarto della mwywgrazia divina, del mwzalibero arbitrio, della mwzqgiustificazione e delle opere.cite-ref-rb-11-0[11]

Nonostante la fama di mwawultramontano che lo circonda, Bellarmino era in realtà più moderato di quanto si creda nella difesa del potere papale. Nel 1590, mwbapapa Sisto V arrivò sul punto di far porre,cite-ref-cc-5-1[5]cite-ref-12[12] il primo volume dell'opera all'mwdqIndice dei libri proibiti a causa della dottrina sul cosiddetto mwdgpotere indiretto del papa nelle cose temporali sostenuta da Bellarmino.cite-ref-y-4-1[4] Il papa ordinò che il volume fosse messo all'indice e vi restasse mwewdonec corrigatur. Solo dopo la morte di Sisto V (27 agosto 1590), il volume fu tolto dall'Indice.cite-ref-y-4-2[4]

Bellarmino fu al centro di appassionati dibattiti e aspre polemiche, anche in campo mwgqcattolico. La provata solidità metodologica della sua opera di controversista non basterà a salvaguardare da ogni sospetto le mwggDisputationes, che non smetteranno di conservare a lungo una sottile aura di ambiguità in quanto compendio di un sapere proibito nel quale l’mwgweresia, per essere sviscerata, decomposta, neutralizzata, deve prima di tutto essere rivelata.

Sono note, al riguardo, le accuse che gli rivolge il padre István Szánto, latinizzato in Arator, in una lettera al mwhqgenerale mwhgAcquaviva del 1591: «[Il parere] dei religiosi più dotti, qui [in Ungheria], è che le mwhwControversiae abbiano più nuociuto che giovato alla Chiesa, e che abbiano offerto armi agli eretici anziché strappargliene. Mai, infatti, i mwiacalvinisti e i mwiqluterani hanno saputo trovare tanti e tanto solidi argomenti per difendere le loro sette come ne trovano in Bellarmino: e per questo comprano i suoi libri più dei cattolici».cite-ref-13[13]

Il caso si conclude in fretta con la piena solidarietà del generale al maggiore teologo del mwjwCollegio romano; eppure esso sembra rinviare a una contrapposizione di fondo tra due diverse antropologie del conflitto, l’una aperta al confronto con l’avversario – naturalmente per ribattere alle sue ragioni, che però in quanto tali hanno quantomeno diritto di parola –, l’altra alla sua negazione.cite-ref-14[14]

Contenuto

La parte più importante dell'opera è rappresentata dai cinque libri riguardanti il papa. Dopo un'introduzione speculativa sulle mwlgforme di governo in generale, Bellarmino conclude che la mwlwmonarchia è quella relativamente migliore. Ne consegue che un governo monarchico e il relativo mwmapotere temporale sono necessari per preservare l'unità e l'ordine della Chiesa.

Bellarmino ritiene che il potere pontificio sia stato conferito da Cristo a mwmgSan Pietro. Quindi procede a dimostrare che questo potere è stato trasmesso ai successori di Pietro, ammettendo che un papa eretico può essere giudicato e deposto dalla Chiesa poiché per il fatto stesso della sua eresia cesserebbe di essere papa, e addirittura non sarebbe più un membro della Chiesa.cite-ref-15[15]

La terza sezione si occupa l'mwoaAnticristo. Bellarmino fornisce la teoria espressa dai mwoqPadri della Chiesa, di un Anticristo personale che verrà prima della fine del mondo e che sarà accettato dagli mwogebrei e incoronato nel mwowTempio di Gerusalemme, tentando così di confutare i protestanti che consideravano il papa l'Anticristo.cite-ref-16[16]

La quarta sezione tratta del papa come giudice supremo in materia di fede e morale. Bellarmino ammette che il papa può errare in questioni di fatto soggette alla comune conoscenza umana, e anche quando parla come teologo privato in veste non ufficiale. Bellarmino analizza in particolar modo il caso di mwqqPapa Onorio I, che era stato mwqganatemizzato dal mwqwTerzo Concilio di Costantinopoli come colpevole di mwramonotelismo.

La dottrina bellarminiana mwrgDe summo Pontifice esercitò un sensibile influsso durante i lavori del mwrwConcilio Vaticano I che portarono alla costituzione mwsaPastor Aeternus.cite-ref-17[17]

Edizione latina

• mwuaDisputationes de controversiis Christianae fidei adversus hujus temporis haereticos.

• Volume 1, Ingolstadt 1586 mwuw(online)
• Volume 2, Ingolstadt 1589 mwvq(online)
• Volume 3, Ingolstadt 1593 mwvw(online)

Note

cite-note-thcb-11. Patricia Springborg. "Thomas Hobbes and Cardinal Bellarmine". mwygHistory of Political Thought. XVI:4 (Winter 1995), pp. 503-531: 506.
cite-note-22. Patricia Springborg. "Thomas Hobbes and Cardinal Bellarmine". mwzgHistory of Political Thought. XVI:4 (Winter 1995), pp. 503-531: 515-516.
cite-note-33. mw0gAntonio Tarallo, mw0wmw1aRoberto Bellarmino, un genio al servizio di Dio, in mw1qLa Nuova Bussola Quotidiana, 17 settembre 2022.
cite-note-y-44. citerefei-bellarmino-roberto-beatomw3qGiuseppe Castellani, mw3gmw3wBELLARMINO, Roberto, beato, in mw4amw4qEnciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1930. mw4gURL consultato il 19 settembre 2018.
cite-note-cc-55. mw6amw6qmw6gSt. Robert Francis Romulus Bellarmine, su mw6wcatholicity.com.
cite-note-66. James Patrick Broderick, mw7wRobert Bellarmine, Saint and Scholar, pg. 76, Neuman Press, 1961
cite-note-77. mw8wChristopher Rengers, mw9amw9qThe 35 Doctors of the Church, TAN Books, 2014, mw9gISBNmw9w 9781618906489.
cite-note-thcb516-88. Patricia Springborg. "Thomas Hobbes and Cardinal Bellarmine". mw-gHistory of Political Thought. XVI:4 (Winter 1995), pp. 503-531: 516.
cite-note-99. William Ames, mwaqiBellarminus enervatus, 2 vol. 12°, Amsterdam: mwaqmJohannes Janssonius, 1628.
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cite-note-rb-1111. mwaq0mwaq4mwaq8Archived copy, su mwaramasterliness.com. mwareURL consultato il 25 settembre 2008 mwari(archiviato dall'mwarmurl originale il 26 luglio 2008).
cite-note-1212. mwarcmwargmwarkSaint Robert Bellarmine. Theologian of the Roman Pontiffs, su mwarodailycatholic.org.
cite-note-1313. «De Bellarmini controversiis ea est doctorum praelatorum hic, plus illas nocuisse Ecclesiae, quam profuisse; non haereticis arma eripuisse, sed porrexisse. Numquam enim pro sua secta tuenda Calvinistae et Lutherani tot et tam firma argumenta scivissent excogitare, quot in Bellarmino invenient. Itaque ab ipsis magis emuntur ipsius volumina, quam a catholicis». In: mwar4Monumenta antiquae Hungariae, vol.mwar8 3, Institutum historicum S.I., 1969, p.mwasa 652, mwaseISBNmwasi 9788870411218.mwasq mwasuParametro mwasytitolo vuoto o mancante (aiuto)
cite-note-1414. mwaswFranco Motta, mwas0mwas4La Chiesa alle radici della modernità, in Gilbert Paul (a cura di), mwas8L'uomo moderno e la chiesa: Atti del congresso 16-19 novembre 2011, Gregorian Biblical BookShop, 2012, p.mwata 250, mwateISBNmwati 9788878392212.
cite-note-1515. mwatcDe Romano Pontifice, lib. II, cap. 30
cite-note-1616. mwatsDe Romano Pontifice, lib. III cap. 2.
cite-note-1717. mwat8Angelo Di Berardino e Basil Studer (a cura di), mwauaStoria della teologia, vol.mwaue 4, Roma, Istituto patristico Augustinianum, 1993, p.mwaui 343.

Bibliografia

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• mwaug(FR) James Brodrick, Robert Bellarmin, l'humaniste et le saint, Bruges, Desclée de Brouwer, 1963.
• mwauo(EN) Robert W. Richgels, Scholasticism Meets Humanism in the Counter-Reformation the Clash of Cultures in Robert Bellarmine's Use of Calvin in the Controversies, in The Sixteenth Century Journal, vol. 6, n. 1, 1975, pp. 53-66, JSTOR 2539517.
• mwauw(EN) Gordon Campbell, Milton's "Index Theologicus" and Bellarmine's "Disputationes De Controversiis Christianae Fidei Adversus Huius Temporis Haereticos", in Milton Quarterly, vol. 11, n. 1, 1977, pp. 12-16, JSTOR 24463170.
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• mwaviAnita Mancia, Bibliografia sistematica e commentata degli studi sull’opera Bellarminiana dal 1900 al 1990, in Gustavo Galeota (a cura di), Roberto Bellarmino, arcivescovo di Capua, teologo e pastore della riforma cattolica, vol. 2, Capua, Istituto superiore di scienze religiose, 1990, pp. 805-872.
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